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Vaso ad espansione aperto.
   Come già detto, la caldaia deve essere obbligatoriamente collegata ad un vaso ad espansione. Questo elemento può essere considerato il cuore dell'impianto idraulico, e la sua corretta posa in opera è determinante per il suo buon funzionamento.
   Il vaso ad espansione aperto funge anche da gruppo di riempimento, in sostanza è il vaso ad  espansione a rifornire di acqua l'impianto. L'impianto non deve mai essere riempito direttamente dal tubo di rete, perchè la pressione di rete può essere notevolmente superiore a quella prevista per la caldaia. Il tubo di rete va dunque collegato al vaso ad espansione, e non alla caldaia.
   Poichè parliamo di vaso aperto, è evidente che il vaso ad espansione deve essere posizionato più in alto del più alto dei termosifoni. La sua posizione dovrebbe essere di almeno 3 metri maggiore del più alto dei termosifoni, ma non superiore ai 15 metri, poichè 1,5 bar è in genere la pressione massima di esercizio ammessa per gli impianti. ( E' una questione di legge di gravità: ogni metro in altezza della colonna d'acqua costituita dal tubo di carico genera una pressione di 0.1 bar alla base dell'impianto). L'altezza del vaso ad espansione dovrebbe comunque essere tale da generare una pressione superiore a quella prodotta dalla pompa.
   Il tubo di sicurezza o di sfiato deve essere a sfogo libero, senza rubinetti o curvature, così come anche il tubo di carico.
   La dimensione del vaso dovrebbe essere tale da poter contenere almeno un 20% dell'acqua presente in tutto l'impianto.
   Le caldaie a legna funzionano a vaso di espansione aperto, le caldaie a gasolio lavorono a vaso di espansione aperto, mentre le caldaie a gas, a seconda dei modelli, lavorano con pressioni diverse da 0,3 a 0,6 mbar. Se volete nel vostro impianto collegare insieme termofocolare e caldaia a gas, il vaso di espansione (che in genere deve essere posizionato ad un’altezza di almeno 2 metri superiore al radiatore più alto) deve rispettare le seguenti altezze (sempre dal radiatore più alto):
• minimo 3,5 metri con una caldaia a gas da 0,3 mbar
• minimo 4,5 metri con una caldaia a gas da 0,4 mbar
• minimo 5,5 metri con una caldaia a gas da 0,5 mbar
• minimo 6,5 metri con una caldaia a gas da 0,6 mbar
• minimo 7,5 metri con una caldaia a gas da 0,7 mbar
• minimo 8,5 metri con una caldaia a gas da 0,8 mbar
• minimo 9,5 metri con una caldaia a gas da 0,9 mbar
Se non è possibile installare il vaso di espansione a queste altezze, sarà necessario realizzare un’impianto con lo scambiatore.

vaso espansione in polietilene litri 50 senza galleggiante

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Scambiatore Caldaia da inserire in caminetti già esistenti Il nostro prodotto non è altro che una caldia, piena di acqua calda, a disposizone dell'utente per integrare il riscaldamento della propria abitazione o di sostituire la fonte energetica. Inoltre per soddisfare le esigenze di chi possiede già una struttura camino e vuole recuperare il vecchio caminetto e la vecchia canna fumaria, lo stesso può acquistare la nostra serpentina che non necessita di vetro termico, che modificherebbe l'immagine stessa del caminetto o camino. Gli scambiatori serpentine e recuperatori di calore SC30 e SC40 possono essere interfacciati con il vostro impianto di riscaldamento a gas o gpl o gasolio tramite l'inserimento di appositi accessori idraulici qui di seguito elencati e che potete trovare all'interno del nostro ecommerce: scambiatori a piastre pacetti, circolatore speroni, valvola a tre vie motorizzata mut far rubinetterie caleffi watts, centralina elettronica coelte, sonda temperatura NTC coelte imit caleffi, vaso di espansione aperto o vaso di espansione chiuso, gruppo di riempimento automatico, flussostato caleffi, termostato a contatto imit, valvola scarico termico, valvola di sicurezza. La sonda NTC e la centralina danno la possibilità di gestire la caldaia a gas o la caldaia a gasolio per partire nel caso di assenza di legna che arde sopra gli scambiatori. Lo scambiatore a fascio tubiero inserito facilmente nel camino esistente o nell'inserto ad aria e collegato semplicemente ai radiatori (perde un 30% di potenza) o al collettore di andata e ritorno dell'impianto di riscaldamento o alle colonne montanti dell'impianto di riscaldamento (installazione ottimale). La serpentina scambiatore garantisce un notevole risparmio energetico o un aiuto ad integrazione dell'impianto, non necessariamente sostituendolo integralmente. L'acqua che scorre nello scambiatore a fascio tubiero, viene riscaldata dal fuoco e attraverso l'impianto di riscaldamento, viene convogliata tramite la pompa dell'impianto termico (la pompa di riscaldamento o circolatore deve essere indipendente da quella della caldaia a gas o gasolio) all'interno dei termosifoni, creando calore e benessere in tutto l'appartamento. Lo scambiatore tramite gli accessori sopra citati e/o tramite i boiler ad intercapedine o gli scambiatori di calore a piastre, possono produrre acqua calda sanitaria. Le serpentine scambiatori vanno collegati ad un circuito a vaso aperto o ad un circuito a vaso chiuso. Il vaso aperto contiene acqua che proviene dall'acquedotto tramite l'autoclave, la stessa si può fermare per rottura o mancanza di rete. Tenete conto che nel vaso di espansione aperto l'acqua si può ghiacciare, il galleggiante si può usurare e quindi non intervenire in aiuto del termocamino o della termostufa o del nostro scambiatore. Quindi si consiglia sempre di montare una valvola a scarico termico e per la mancanza di rete o di energia elettrica di installare un gruppo di continuità a protezione del circolatore, che senza luce non farebbe circolare più l'acqua nell'impianto, questo per evitare l'ebolizzione dell'acqua stessa.
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